segunda-feira, abril 19, 2010


INVECE IL CENTO C'É

Il bambino é fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modo di pensare
di giocare e di parlare

cento sempre cento modi
di ascoltare
di stupire
di amare

cento allegrie per cantare e capire
cento modo da scoprire
cento modo da inventare
cento modo da sognare.

Il bambino ha cento lingue

(e poi cento cento cento)

Ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
Gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che giá c’é
e di cento gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
he il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la raggione e il sogno
sono cose che non stanno insieme.

Gli dicono insomma:
che il cento non c’é.

Il bambino dice:
Invece, il cento c’é!!!

POEMA DE LORIS MALAGUZZI
DESENHO A LÁPIS DE COR - BRUNA (5 ANOS)

2 comentários:

  1. As cem linguagens da criança.
    Mas em italiano?

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  2. Gosto da melodia do idioma. A tradução mantém o sentido mas perde na riqueza fonológica.

    Por outro lado estou a tratar com colegas pesquisadores com grande erudição. Não vejo qual o problema!

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